Longevity food, smart food e superfood: vuoi saperne di più?

Longevity food, smart food e superfood: vuoi saperne di più?

Siamo sempre più alla ricerca di soluzioni facili, veloci, che non ci richiedono troppo sforzo, ma che ci assicurino risultati ottimali e duraturi. Questo è tanto vero quando parliamo di benessere e bellezza: confidiamo in creme miracolose, in nuovi corsi di fitness dal gusto americano, in cibi portentosi che promettono essere elisir di lunga vita.

È il caso dei super food (o supercibi), degli smart food e dei longevity food di cui sempre più si sente parlare dai media. Ma sono davvero prodigiosi come dicono? Garantiscono i risultati che sembrano promettere? Proviamo a fare un po’ di chiarezza.

I superfood: quanto c’è di vero?

Quando si parla di superfood si intendono quei prodotti considerati notevolmente ricchi di nutrienti e altamente benefici per la salute. Tra questi spiccano le tanto declamate bacche di goji, i semi di chia e le alghe commestibili, prodotti che sempre più ci vengono proposti dalla grande distribuzione sia singolarmente che all’interno di preparati industriali come biscotti e altri prodotti da forno.

Ma quanto c’è di vero nelle loro proprietà?

Da una parte troviamo prodotti (non è sempre corretto chiamarli alimenti) le cui vantate proprietà non sono sostenute da adeguati studi scientifici; dall’altra ne troviamo altri a cui sono state realmente riconosciute importanti proprietà nutrizionali, ma che sono spesso presenti anche in altri prodotti più economici e meno “di moda”.

 I semi di chia sono un superfood

I semi di chia sono un superfood

 Le carote viola di polignano

Le carote viola di polignano

Un esempio? I semi di Chia, composti al 35% da grassi acidi essenziali come Omega3 e Omega6, hanno anche la capacità di equilibrare i trigliceridi con il conseguente beneficio sul colesterolo.

Spesso però questi superfood sono costosi.

Ma perché spendere molti soldi, quando  ne esistono di più facile reperimento come i mirtilli, il cavolo riccio, i broccoli, l’avena e il tè verde? Viene dunque da pensare che i superfood siano più un fenomeno che una vera fonte di benessere necessaria, tanto è vero che nel 2007 l’Unione Europea ha vietato l’uso della parola “superfood” sulle confezioni (a meno che non sia giustificata da ricerche convincenti e autorevoli), proprio per frenare un mercato in crescita che sembrava senza regole.Molto meglio dunque cercare queste benefiche proprietà tra gli alimenti già presenti nella nostra tradizione, come sono alcune particolari varietà di frutta e verdura che alcuni agricoltori si stanno impegnando a salvaguardare custodendo semi o piante a rischio di estinzione. È il caso delle carote viola di Polignano, considerate un vero e proprio elisir di lunga vita anche grazie alle elevate quantità di polifenoli, flavonoidi e antocianine dal potere antiossidante; o la patata turchesa coltivata in Abruzzo che invece possiede proprietà antitumorali e contro l’invecchiamento, grazie ad alcune sostanze presenti nella buccia; tra i frutti ci sono le visciole marchigiane, varietà selvatiche di ciliegia che un tempo crescevano spontaneamente nelle campagne e che venivano raccolte ed essiccate dai contadini per consumarle durante il faticoso lavoro nei campi per le loro proprietà rinvigorenti.

Questi prodotti locali ricchissimi di proprietà benefiche per la nostra salute, parte della produzione agricola italiana, ci devono far riflettere sul fatto che forse non abbiamo bisogno di dover ricorrere a prodotti dal nome “esotico” per portare sulla nostra tavola tutte le proprietà nutrizionali utili alla nostra salute, ma che basta dare spazio alla varietà alimentare legata anche alla propria regione e alla stagionalità.

I longevity food allungano davvero la vita?

Gli smart food o longevity food: cibi della longevità che, per le loro caratteristiche nutrizionali, permettono di inibire alcuni processi legati all’invecchiamento cellulare. Ne parla il libro “La dieta Smartfood” scritto da Eliana Liotta  e Pier Giuseppe Pelicci, direttore del Dipartimento di Oncologia dello Ieo – Istituto Europeo di Oncologia. Il testo si basa su solide basi scientifiche, frutto del progetto di ricerca in Scienza della Nutrizione e Comunicazione “SmartFood”, promosso dall’Istituto Europeo di Oncologia di Milano.

Il progetto SmartFood di IEO impegna ricercatori, nutrizionisti e medici in una stessa direzione: selezionare cibi protettivi per la salute e comunicare i risultati della scienza in ambito nutrizionale.

Quello che appare subito evidente dai risultati della ricerca, è che questi cibi elisir di longevità provengono tutti dal mondo vegetale: frutta, verdura e cereali, per creare una lista di 30 alimenti comuni (e per niente esotici) suddivisi in due categorie, quelli che servono ad attivare i geni della longevità e quelli che contribuiscono a proteggere l’organismo da alcune malattie croniche. La lista degli alimenti è stata elaborata grazie alla nutrigenomica, scienza che combina la genetica alla nutrizione per capire come contrastare patologie cardiovascolari, neurodegenerative e metaboliche.
Nel primo gruppo troviamo le arance rosse, le cipolle, la paprika; nella seconda, l’aglio, i cereali integrali, i legumi e la verdura, solo per citarne alcuni.

La vera rivoluzione di questa ricerca è che non affida longevità e salute ad una manciata di pochi e miracolosi prodotti costosi e di difficile reperimento, ma ad alimenti comuni che devono essere bilanciati correttamente nel piatto. Più che di una dieta, è uno studio per sensibilizzare ad una educazione alimentare che non comporta obblighi o divieti assoluti. È un invito alla creazione di una forma mentale nuova, che fa spazio a cibi “smart”, ovvero utili perché saziano, contrastano l’accumulo di grasso e possiedono sostanze nutritive preziose per la salute.

Alcuni dei consigli presenti nel testo divulgativo del progetto “Smartfood”:

  1. Prevedere che almeno tre quarti del pranzo o della cena provengano dal mondo vegetale: la metà è formata da verdura e frutta, più verdura che frutta, un quarto dai cereali, preferibilmente integrali. L’altro quarto del pasto è occupato dalle proteine. Il pasto smart può essere al 100% vegetale, con la quota proteica ricavata da legumi, frutta secca o semi. Oppure può prevedere una porzione di pesce, uova, formaggi (meglio magri) o carne preferibilmente bianca.
  2. Prediligere la frutta fresca come dessert: fragole, pesche o pere vanno considerate la parte dolce dell’alimentazione, per fare il pieno di nutrienti, appagare il gusto e tenere a freno la voglia di alimenti con aggiunta di zuccheri.
  3. Variare le tipologie di vegetali, per ottenere un ventaglio più ampio possibile di fitocomposti, vitamine e minerali.

La soluzione: segui queste tre regole

A fronte di questa panoramica su questa tipologia di “special food”, più che affidarsi a prodotti miracolosi, la chiave del vivere sano in salute si basa tre regole fondamentali: segui un’alimentazione equilibrata, pratica una regolare attività fisica e tieni acceso il cervello con un allenamento cognitivo costante. In questo modo si aiuta l’organismo a prevenire o rallentare il danno molecolare alla base della degenerazione cellulare che culmina prima o poi in complesse e debilitanti patologie cronico-degenerative. Questi tre cardini costituiscono in sintesi il messaggio scaturito dal seminario “Promoting health and longevity through diet: metabolic and molecular effects”, tenuto presso l’Istituto superiore di sanità (Iss).

  • Regola n.1

    Il “segreto” della longevità è seguire prima di tutto una dieta completa e bilanciata che fornisca il giusto apporto di calorie, proteine, carboidrati, lipidi, vitamine, sali minerali e fitocomposti, senza eccedere nelle calorie e nelle proteine, in quanto queste accelerano l’invecchiamento e il rischio di sviluppare patologie tumorali e cardiovascolari. Largo spazio dunque nel menu quotidiano a cibi d’origine vegetale, ma anche alle fibre, importanti perché vengono metabolizzate da parte dei batteri intestinali, che producono molecole dotate di attività anti-infiammatoria e anti-allergica, capaci di contrastare le patologie autoimmunitarie.

  • Regola n.2

    In secondo luogo, bando alla sedentarietà: sono davvero numerose le ricerche che dimostrano come l’allenamento fisico sia una medicina potente per la salvaguardia del benessere e per la prevenzione delle metaboliche che portano alla malattia. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), la sedentarietà è uno dei fattori principali per la crescita del grasso addominale e per lo sviluppo del diabete mellito di tipo 2, dell’infarto del miocardio e di alcune forme di cancro.

  • Regola n.3

    Anche il cervello va tenuto in allenamento costante e questo è il terzo fattore chiave di benessere e longevità. Il cervello, infatti, è un organo metabolicamente molto attivo che in assenza di un costante allenamento, degenera e si atrofizza: il consiglio è mantenere una mente lucida e vivace, attraverso la lettura, oppure lo studio di una lingua straniera, la costruzione di puzzle, ma anche app specifiche come, ad esempio, Elevate. Il concetto è spezzare la routine, fornendo al cervello continue sollecitazioni che stimolano una crescita dell’attività cerebrale in diverse aree.

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